I diritti doganali sulle spedizioni e-commerce

È fondamentale comprendere a fondo quali diritti doganali gravano sulle società di e-commerce che spediscono all'estero, perché possono incidere sui costi, sul processo di spedizione e, soprattutto, sull'esperienza dei vostri clienti.

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1. Cosa significa davvero "diritti doganali"?

I diritti doganali sono dazi e imposte applicati alle spedizioni al loro ingresso o alla loro uscita da un determinato Paese. Valgono anche per le spedizioni e-commerce.

I dazi sono un tipo di tributo gravante sui beni in ingresso o in uscita da un Paese, mentre le imposte sono soprattutto imposte sul valore aggiunto (come l'IVA o la GST) applicate all'acquisto di beni, anche all'estero.

In questo articolo passeremo in rassegna i diritti doganali più comuni, ovvero i dazi all'importazione (o tariffe commerciali) e le imposte sul valore aggiunto applicate al momento dell'ingresso delle merci in un Paese.

2. In che modo incidono sulle spedizioni e-commerce?

Le società di e-commerce che vogliono spedire i nuovi Paesi devono comprendere se e quali diritti doganali sono applicabili ai loro prodotti, dal momento che questi costi potrebbero influire sulle loro attività in tre modi:

  • Dal punto di vista finanziario: se è la società a farsi carico dei diritti doganali i suoi margini di profitto saranno inferiori, oppure, se assegna il costo ai clienti, i suoi prodotti diventeranno più cari e le percentuali di vendita caleranno.
  • Dal punto di vista logistico: se i diritti doganali non vengono pagati con puntualità possono verificarsi ritardi in dogana e rallentamenti delle consegne.
  • Dal punto di vista della customer experience: se il pagamento degli eventuali diritti doganali spetta al cliente, dovrà averlo ben chiaro fin dall'inizio, con una comunicazione trasparente sul negozio online e al checkout.

3. I diritti doganali differiscono per le spedizioni e-commerce?

No. Le disposizioni e le aliquote applicabili alle spedizioni e-commerce sono le stesse delle altre spedizioni, anche se i prodotti venduti tramite e-commerce sono spesso destinati a privati cittadini. Per gli agenti doganali, tuttavia, sono semplicemente colli, in uscita da un Paese e in ingresso e in un altro.

4. Sulla mia spedizione e-commerce graveranno i diritti doganali?

Dipende da quattro fattori: il valore totale della spedizione, la tipologia di prodotti che contiene, il Paese di origine e le normative sulle importazioni del Paese di destinazione. Il vostro corriere o il vostro broker doganale sapranno aiutarvi a stabilire i regolamenti applicabili.

Non tutte le spedizioni, infatti, sono soggette ai diritti doganali: su alcune non graveranno poiché sono di basso valore o appartengono categorie di prodotti esenti da dazi e imposte.

5. Quali spedizioni sono esenti dai diritti doganali?

Come abbiamo accennato, per sapere se la spedizione può usufruire di particolari esenzioni dogali, occorre fare riferimento alle condizioni di importazione applicabili al prodotto e al Paese. Forniamo, comunque, alcune indicazioni di base. I colli spesso esenti dall'applicazione dei diritti doganali sono:

Le spedizioni di valore ridotto in regime de minimis

Il regime de minimis non è che una soglia limite di applicazione dei dazi e delle imposte. Se il valore totale della spedizione, ovvero il valore dei beni più il costo di spedizione e l'assicurazione, rimane al di sotto della soglia de minimis, non si applica nessun diritto doganale.

Il valore soglia varia da Paese a Paese. Ad esempio, il valore de minimis per le merci in ingresso negli Stati Uniti e destinate ai privati è di 800 USD, in Canada di 20 CAD e in Cile di 30 USD. In UE la soglia de minimis è 22 €: tra 22 e 150 € si applicano solo le imposte, mentre sopra i 150 € sia i dazi che le imposte. 

La tendenza, a livello internazionale, sta andando verso l'eliminazione della soglia de minimis, e la costante applicazione dei diritti doganali. Questo vale in paesi come l'India, il Brasile, il Madagascar, il Libano, la Libia e il Kenya. Altri paesi, come la Norvegia, la Svizzera, l'Australia e l'Unione Europea, hanno di recente modificato le loro legislazioni in materia di import per rispondere all'aumento delle spedizioni e-commerce. Vi invitiamo a visitare la nostra pagina dedicata alle normative in materia di spedizioni e-commerce per approfondire l'argomento.

I beni esenti da dazi o imposte

Alcuni prodotti possono usufruire di particolari esenzioni, totali o parziali. Ciò dipenderà dalla natura degli articoli e dal Paese a cui sono destinati. Ad esempio, un collo contenente romanzi inviato dall'Australia in Regno Unito potrà godere di un'aliquota tariffaria e di un'aliquota IVA pari allo 0%, dal momento che il Regno Unito non applica nessuna tassazione sull'importazione sui libri.

Verificate con il corriere o il broker doganale se i vostri prodotti sono ammessi a qualche esenzione doganale o fiscale. Spesso è necessario includere una prova di origine nella documentazione di spedizione.

6. Quale sarà l'entità dei diritti doganali applicati?

I diritti doganali variano da una spedizione all'altra. Il loro importo dipende dal valore dei beni spediti ma anche da altri aspetti, da indicare sulla fattura commerciale:

  • Il valore totale della spedizione, ovvero il valore dei beni più i costi di spedizione e assicurazione
  • La descrizione dei beni, che consente alle autorità doganali di stabilire la natura dei prodotti
  • Il codice armonizzato
  • Il Paese di fabbricazione

Per calcolare i dazi applicabili, il valore totale della spedizione viene moltiplicato per il tasso applicabile all'importazione nel Paese di destinazione, generalmente tra lo 0 e il 10%, a seconda delle merci.

Per calcolare l'imposta, invece, si procede sommando il valore totale della spedizione e l'importo del dazio e moltiplicando il numero ottenuto per l'aliquota fiscale prevista nel Paese di destinazione (generalmente tra lo 0 e il 25%). Per maggiori informazioni sulle modalità di calcolo dei diritti doganali vi rimandiamo al nostro articolo dedicato.


Una corretta valutazione delle merci 

Dal momento che le dogane si basano sul valore dei prodotti per calcolare i diritti doganali, è importante dichiarare con precisione il valore delle merci sulla fattura commerciale. Valori troppo bassi possono causare ritardi di sdoganamento, sanzioni doganali o costi aggiuntivi del vettore per il mittente o il destinatario. Nel peggiore dei casi, le merci vengono addirittura confiscate o distrutte. 

Inoltre, se le autorità doganali riscontrano che le vostre spedizioni e-commerce riportano spesso valori al ribasso, le sanzioni potranno essere inasprite e tutte le spedizioni sottoposte a un'accurata ispezione. Leggete qui per sapere come dichiarare il valore dei vostri beni.

7. A chi spetta il pagamento dei diritti doganali sulle spedizioni e-commerce?

Il soggetto che stabilisce le varie responsabilità di pagamento dei diritti doganali sulla spedizione è il venditore e-commerce, la vostra società. Lo può fare scegliendo e indicando un determinato Incoterm® sulla fattura commerciale. Gli Incoterms, i "termini commerciali internazionali", stabiliscono se il pagamento dei diritti doganali spetta al mittente o al destinatario: siate chiari fin da subito su questo aspetto con i clienti. 

Potete scegliere tra diversi Incoterms®. La valutazione dovrà avvenire in base all'oggetto della spedizione, alla destinazione e alle dimensioni della vostra attività. Per le società di e-commerce le possibilità sono principalmente due:

Incoterms® DDP: il pagamento dei diritti doganali spetta al mittente 

Se decidete di adottare i termini di reso sdoganato, o DDP, allora la responsabilità del pagamento dei diritti doganali alle dogane del Paese di destinazione spetta al mittente. Quest'ultimo ha due possibilità: pagare i diritti doganali di tasca propria oppure calcolarli e addebitarli al cliente al momento dell'acquisto, al checkout. 

I diritti doganali saranno quindi versati alle autorità preposte da voi o dal vostro corriere. Se è il corriere a versarli per vostro conto, ve li fatturerà in un secondo momento, applicando spesso una commissione. In questi casi, non dimenticate di riportare il numero di conto del vostro vettore sulla Lettera di Vettura aerea.

Incoterms® DAP: il pagamento dei diritti doganali spetta al cliente 

Se scegliete di utilizzare il DAP (reso al luogo di destinazione, in precedenza "reso non sdoganato" o DDU), la responsabilità del pagamento dei diritti doganali spetta questa volta al destinatario, ovvero all'acquirente. Tuttavia, il venditore dovrà comunicarlo preventivamente al cliente, generalmente al momento del check out, con una precisa avvertenza. Un altro accorgimento utile è dichiarare apertamente queste informazioni su altre pagine del vostro store online. 

In questo caso, le autorità doganali contatteranno direttamente il destinatario come responsabile del versamento dei diritti doganali. In caso di spedizioni di valore ridotto, il corriere potrebbe versare anticipatamente i dazi e le imposte per poi fatturarli al destinatario, applicando talvolta una commissione per il servizio di esborso anticipato.

Se il destinatario si rifiuta di pagare, il mittente riceverà una notifica in cui gli verrà chiesto di coprire personalmente i costi. Se nemmeno quest'ultimo intende farsene carico, le merci saranno restituite a costo del mittente, oppure distrutte dalle dogane. Pertanto, è estremamente importante comunicare ogni possibile costo ai clienti, prima dell'acquisto.

Responsabilità indefinita 

Nel caso in cui sulla documentazione di spedizione non fosse riportato nessun Incoterm®, i diritti doganali saranno addebitati automaticamente al destinatario.

Attenzione ai supplementi

Oltre ai diritti doganali, talvolta i mittenti o i destinatari possono incorrere in altri costi di amministrazione in fase di sdoganamento, costi supplementari applicati dal corriere o dal broker doganale. Può trattarsi di commissioni per il pagamento anticipato dei dazi oppure per la gestione di procedure o approvazioni speciali. 

Per evitare sorprese, chiarite con il corriere quali supplementi sono legati allo sdoganamento delle vostre merci nel Paese di destinazione.


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